Dati incidenti stradali 2017. L’analisi dell’ASAPS.

I dati resi noti oggi da Aci e Istat sull’andamento della incidentalità stradale nel 2017, con un incremento dei morti sulle strade del 2,9% costituiscono l’evidente connotato di una pesante sconfitta sul versante della sicurezza stradale. Con 3.378 morti nel 2017 l’incremento, al di là delle nude percentuali, è di 95 lenzuoli bianchi
in più stesi sull’asfalto rispetto alle 3.283 vittime del 2016.

Questo sfavorevole andamento, secondo ASAPS, è il prodotto di una serie di fattori: la diminuzione costante delle pattuglie sulle strade, evidente e quantificabile, la costante messa sotto accusa di tutti gli strumenti di controllo della velocità, dagli autovelox fino addirittura i tutor e degli stessi etilometri, che per altro sono utilizzabili solo in parte per l’esigenza della revisione annuale che ne blocca l’utilizzo di una percentuale che sfiora il 50% nel corso dell’anno. Si deve poi aggiungere lo stato, spesso disastrato, di molte strade statali e provinciali
reduci dalle conseguenze di una incuria che dura ormai da anni.

Il preoccupante dato della mortalità sulle strade nel 2017 e i primi e poco incoraggianti elementi valutativi del 2018 dovrebbero indurre la politica a prendere velocemente in considerazione
la riforma del CdS e le altre misure appropriate e difensive della sinistrosità stradale.

In buona sostanza la sicurezza stradale dovrebbe riconquistare il ruolo che le spetta nell’agenda politica del Paese fra le emergenze prioritarie, se non altro per il fatto che la strada causa ancora più di 9 morti e quasi 700 feriti al giorno, di cui 46 gravi, con costi proibitivi per il sistema sanitario e sociale. Se rimane (ingiustamente) fredda la sensibilità verso i costi umani si calcoli quella dei costi economici.

Condividi tutte le novità di F. CARMINATI S.a.s. & Athena Studio
  • Share:

Lascia un commento