Veicoli con targa estera circolanti in Italia.

Come ormai tutti sanno attraverso la riforma, operata con legge 1° dicembre 2018, n. 132, di conversione del Decreto legge 4 ottobre 2018, n. 113, in vigore dal 4 dicembre 2018, sono state introdotte importanti novità al Decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e s.m.i., Codice della Strada, in materia di circolazione di veicoli immatricolati all’estero.

Da una lettura approfondita del testo, nonostante le modifiche, alcune delle quali anche ben fatte, non sembrano aver trovato piena risoluzione i problemi operativi da più parte sollevati, e che da anni attendevano un intervento normativo risolutore. In alcuni casi, il fatto di aver previsto che due norme concettualmente e strutturalmente diverse tra loro di trattare la stessa problematica, in parte accresce l’insicurezza operativa.

Riformulazione e modifica dell’articolo 93 C.d.S.

Come è noto l’articolo 93 del C.d.S. tratta delle formalità necessarie per la circolazione dei veicoli, ed al comma 1 prevede che “ gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi per circolare devono essere muniti di una carta di circolazione e immatricolati presso il Dipartimento per i trasporti terrestri”, mentre al successivo comma 7 sanziona “chiunque circola con un veicolo per il quale non sia stata rilasciata la carta di circolazione.

In buona sostanza, fino alla recente riforma introdotta con la legge 1 dicembre 2018, n. 132, l’articolo si occupava dei veicoli per i quali non era mai stata rilasciata la carta di circolazione, quindi veicoli nuovi,
mai immatricolati né in Italia né all’estero.

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